Hi-Fi… in pillole

Nelle prossime settimane pubblicheremo le diverse parti che compongono questa piccola guida all’hi-fi, iniziando dagli elementi base di un impianto stereo, per passare poi alla sorgente analogica, la sorgente digitale, la musica liquida, eccetera…

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L’ascolto analogico e i registratori a bobine

Con il ritorno del vinile si è tornato a discutere sulla qualità e naturalezza del suono “analogico”. Ciò è verissimo, per ascoltare bene un buon vinile serve un buon setup di tutta la catena analogica a partire dalla registrazione sul vinile, al giradischi, al braccio, alla testina, al pre-phono, perchè tutti gli elementi contribuiscono equamente al risultato finale e la differenza si sente.

Il mondo dell’analogico offre anche un’altra esperienza di ascolto molto interessante, a volte qualitativamente superiore a quella del vinile, che è quella dei registratori a bobine (reel-to-reel). 

In questo caso il risultato finale di ascolto dipende molto dalla “generazione” della registrazione su nastro di cui si dispone, in quanto ogni passaggio nella duplicazione comporta di fatto una perdita di qualità, disporre di un nastro di seconda o terza generazione può risultare un po’ costoso ma è sicuramente molto molto appagante.


In negozio abbiamo una vasta scelta di registratori a bobine, adatti sia a chi si voglia approcciare per la prima volta a questo tipo di esperienza sonora, sia agli appassionati più esperti.
Date un’occhiata alla sezione usato / ex-demo in questa pagina del sito, o venite direttamente in negozio ad ascoltarli 😉

Suono British …. al top

Questo amplificatore integrato CPM 2600 della britannica Chord Electronics, è quello che in gergo audiofilo chiamerei “chicchetta”.
Il motivo è dovuto alla particolare timbrica di questa macchina del suono, che è dovuta sia alla tecnologia “high-frequency” che viene utilizzata per realizzare i trasformatori dell’alimentazione che a tutta la progettazione e realizzazione della macchina, curatissima, dallo stadio pre ai finali Fet.
Tutti sappiamo quanto l’alimentazione sia importante in un amplificatore per una costante e generosa erogazione di corrente durante la riproduzione. Il problema è che a volte in alcune elettroniche c’è tanta corrente (forse anche troppa) ma non viene curata attentamente la musicalità e la pulizia del suono; un pò come dire: tanti muscoli ma poco cervello!!!
Non entro nel dettaglio tecnico di come funziona questa tecnologia High-Frequency Power Supply perchè in rete potete trovare esaurienti informazioni a riguardo ma vi dico quello che ho potuto apprezzare collegando questo amplificatore all’impianto che utilizzo normalmente in negozio (per farmi un’idea di come suonano le varie elettroniche o diffusori) ed ascoltando i soliti 8/10 brani di test.
La prima sensazione che ho avuto ascoltando Show Me The Place di Leonard Cohen è stata quella di una voce così naturale da sentirlo quasi vicino e presente. Anche con Over The Raimbow di Melody Gardot ho percepito la stessa naturalezza e precisione della voce, mentre con Die Irren del Trio di Roberto Olzer tutti gli strumenti erano disposti morbidamente sulla scena e tutto scorreva senza affaticare minimanente l’ascolto. Anche con Time After Time di Miles Davis la tromba soffia magicamente le sue note…
Stiamo parlando di un integrato di fascia medio-alta che nel modello attualmente in produzione, il CPM 2650, molto simile, costa attorno ai € 6.000, per cui questo apparecchio è un usato del 2003 in perfette condizioni con imballo originale, ad un prezzo abbastanza importante, ma sempre a meno di metà rispetto al nuovo, per cui molto interessante.

Diciamo che un amplificatore integrato di questo livello se ben abbinato a dei diffusori di moderna concezione può dare grosse soddisfazioni e far risaltare tutte le sfumature delle registrazioni. Potrebbe essere anche quello “definitivo”…

Technics SP-10: il sogno dell’audiofilo

Ero da poco ritornato da Milano High Fidelity, la manifestazione dedicata al settore Hi-Fi che si tiene ogni anno in autunno nel capoluogo lombardo, e avevo assistito alla presentazione del nuovo SP-10R – fiore all’occhiello della nuova produzione di giradischi dello storico marchio giapponese. Rimasi basito dalla qualità costruttiva di questo super-giradischi che, nuovo, costa oltre 15.000 euro.

Alcune settimane dopo ho avuto la fortuna di imbattermi in un Technics SP-10 MK2 che proveniva da una stazione radiofonica, e quando l’ho visto mi sono emozionato.

Ho cominciato a sognare… Intanto però è stato pulito e revisionato completamente dal centro assistenza Technics.

Ho inziato a pensare come completarlo: serviva un buon braccio da almeno 12″ e un plinto all’altezza di questa macchina spettacolare.

Ho trovato un braccio Denon DA-308 da 12″ ancora imballato, l’ho subito preso e l’ho messo da parte.

Poi ho chiesto aiuto all’amico Francesco Luisi di Hifi24 (Putignano) per realizzare un plinto con tutti i crismi.

Ho montato una Benz MC Gold e la magia ha preso voce… e questo è il risultato finale.

Mi sono subito convinto, ascoltando questo “fuoriserie del vinile”, che altri giradischi che mi sono passati per le mani erano spesso belli e “scenici”, mentre qui non ce n’è davvero per nessuno 😉

Mirco Sarto (HiFi Record)

 

Accuphase E-205 – il suono magico del MOS FET

Appena arrivato un bel ACCUPHASE E-205 amplificatore integrato da circa 80 Watt RMS per canale ad alta corrente.

Mi ricordo che a fine anni 80/ inizi 90 facevo la bavetta leggendo le recensioni di questa serie di integrati Accuphase, ma era fuori portata con i suoi 2.000.000 di vecchie lirette.

Lo facevano sia color nero che “champagne” finitura ormai rimasto un classico della Accuphase

Lo abbiamo controllato e revisionato per bene, ha qualche segnetto sul frontalino ma complessivamente è in buone condizioni

Il suono del Mos Fet assomiglia a quello di una buona valvola KT 150 ma la corrente che esce dai morsetti è nettamente superiore e permette di pilotare come si deve diffusori abbastanza ostici come ad esempio B&W, Sonus Faber e Linn

Forse me lo porto a casa….

Mirco Sarto (HiFi Record)

Scheda tecnica qui