Suono British …. al top

Questo amplificatore integrato CPM 2600 della britannica Chord Electronics, è quello che in gergo audiofilo chiamerei “chicchetta”.
Il motivo è dovuto alla particolare timbrica di questa macchina del suono, che è dovuta sia alla tecnologia “high-frequency” che viene utilizzata per realizzare i trasformatori dell’alimentazione che a tutta la progettazione e realizzazione della macchina, curatissima, dallo stadio pre ai finali Fet.
Tutti sappiamo quanto l’alimentazione sia importante in un amplificatore per una costante e generosa erogazione di corrente durante la riproduzione. Il problema è che a volte in alcune elettroniche c’è tanta corrente (forse anche troppa) ma non viene curata attentamente la musicalità e la pulizia del suono; un pò come dire: tanti muscoli ma poco cervello!!!
Non entro nel dettaglio tecnico di come funziona questa tecnologia High-Frequency Power Supply perchè in rete potete trovare esaurienti informazioni a riguardo ma vi dico quello che ho potuto apprezzare collegando questo amplificatore all’impianto che utilizzo normalmente in negozio (per farmi un’idea di come suonano le varie elettroniche o diffusori) ed ascoltando i soliti 8/10 brani di test.
La prima sensazione che ho avuto ascoltando Show Me The Place di Leonard Cohen è stata quella di una voce così naturale da sentirlo quasi vicino e presente. Anche con Over The Raimbow di Melody Gardot ho percepito la stessa naturalezza e precisione della voce, mentre con Die Irren del Trio di Roberto Olzer tutti gli strumenti erano disposti morbidamente sulla scena e tutto scorreva senza affaticare minimanente l’ascolto. Anche con Time After Time di Miles Davis la tromba soffia magicamente le sue note…
Stiamo parlando di un integrato di fascia medio-alta che nel modello attualmente in produzione, il CPM 2650, molto simile, costa attorno ai € 6.000, per cui questo apparecchio è un usato del 2003 in perfette condizioni con imballo originale, ad un prezzo abbastanza importante, ma sempre a meno di metà rispetto al nuovo, per cui molto interessante.

Diciamo che un amplificatore integrato di questo livello se ben abbinato a dei diffusori di moderna concezione può dare grosse soddisfazioni e far risaltare tutte le sfumature delle registrazioni. Potrebbe essere anche quello “definitivo”…

Technics SP-10: il sogno dell’audiofilo

Ero da poco ritornato da Milano High Fidelity, la manifestazione dedicata al settore Hi-Fi che si tiene ogni anno in autunno nel capoluogo lombardo, e avevo assistito alla presentazione del nuovo SP-10R – fiore all’occhiello della nuova produzione di giradischi dello storico marchio giapponese. Rimasi basito dalla qualità costruttiva di questo super-giradischi che, nuovo, costa oltre 15.000 euro.

Alcune settimane dopo ho avuto la fortuna di imbattermi in un Technics SP-10 MK2 che proveniva da una stazione radiofonica, e quando l’ho visto mi sono emozionato.

Ho cominciato a sognare… Intanto però è stato pulito e revisionato completamente dal centro assistenza Technics.

Ho inziato a pensare come completarlo: serviva un buon braccio da almeno 12″ e un plinto all’altezza di questa macchina spettacolare.

Ho trovato un braccio Denon DA-308 da 12″ ancora imballato, l’ho subito preso e l’ho messo da parte.

Poi ho chiesto aiuto all’amico Francesco Luisi di Hifi24 (Putignano) per realizzare un plinto con tutti i crismi.

Ho montato una Benz MC Gold e la magia ha preso voce… e questo è il risultato finale.

Mi sono subito convinto, ascoltando questo “fuoriserie del vinile”, che altri giradischi che mi sono passati per le mani erano spesso belli e “scenici”, mentre qui non ce n’è davvero per nessuno 😉

Mirco Sarto (HiFi Record)

 

Accuphase E-205 – il suono magico del MOS FET

Appena arrivato un bel ACCUPHASE E-205 amplificatore integrato da circa 80 Watt RMS per canale ad alta corrente.

Mi ricordo che a fine anni 80/ inizi 90 facevo la bavetta leggendo le recensioni di questa serie di integrati Accuphase, ma era fuori portata con i suoi 2.000.000 di vecchie lirette.

Lo facevano sia color nero che “champagne” finitura ormai rimasto un classico della Accuphase

Lo abbiamo controllato e revisionato per bene, ha qualche segnetto sul frontalino ma complessivamente è in buone condizioni

Il suono del Mos Fet assomiglia a quello di una buona valvola KT 150 ma la corrente che esce dai morsetti è nettamente superiore e permette di pilotare come si deve diffusori abbastanza ostici come ad esempio B&W, Sonus Faber e Linn

Forse me lo porto a casa….

Mirco Sarto (HiFi Record)

Scheda tecnica qui